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Render Likht: bar e ristorante illuminato, con i punti luce numerati

3000 K · profilo sospeso sul banco · circuiti separati pranzo e sera

Ecco come imposteremmo la luce del locale

Una domanda prima? Scrivici su WhatsApp. Il costo del progetto viene scalato dal primo ordine di luci di almeno 97 €: una volta, entro 6 mesi dalla consegna.

Ogni luce ha un motivo

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    Sospensioni sul bancone, antiabbagliamento, 3000 K: luce su chi lavora, non negli occhi di chi è seduto.
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    Retroilluminazione delle mensole: le bottiglie staccano dal fondo scuro. È la luce che vende.
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    Strip sotto il piano del bancone: alleggerisce il banco e segna il percorso. Circuiti separati: pranzo e sera.

Luce per bar e ristorante

L'illuminazione di un bar o di un ristorante funziona quando ogni zona ha la sua luce: sospensioni sopra il bancone a 3000 K, luce bassa e calda sui tavoli a 2700 K, una luce generale di sala più bassa di quella sui tavoli, con il dimmer, e un dehors con apparecchi IP65. In un locale la luce decide se la gente si ferma o passa oltre. Qui sotto trovi misure, lux, kelvin e le luci già abbinate.

Come illuminare un bar o un ristorante

In un locale la luce fa tre lavori: fa lavorare bene chi sta al banco, fa sembrare buono quello che arriva in tavola e fa venire voglia di restare. Una griglia di faretti che illumina tutto allo stesso modo non fa nessuna delle tre cose: la sala sembra una mensa e i volti hanno le ombre sotto gli occhi. Per questo si illumina a zone, ognuna sul suo circuito: bancone, tavoli, sala, dehors.

Il bancone: la luce sopra il banco del bar

Il banco è il punto più luminoso del locale: lì si lavora e lì si guarda. Sul piano servono 300–500 lux.

  • Altezza: il piano sta a 110–115 cm da terra; la parte bassa delle lampade a sospensione va a 75–90 cm sopra il piano, cioè a circa 190–200 cm dal pavimento.
  • Quante: una sospensione ogni 60–80 cm, oppure un profilo lineare lungo quasi quanto il banco. Con il binario: faretti da 600–900 lumen, fascio 24–36°, uno ogni 80–100 cm, puntati sul piano.
  • Colore: 3000 K, CRI 90 o più, così caffè, cornetti e cocktail sembrano quello che sono.
  • Vapore e grasso: sopra la macchina del caffè, apparecchi chiusi con diffusore liscio, meglio IP44: si puliscono con una spugna.

Costi indicativi: una sospensione decorativa 60–250 €; un kit binario da 3 metri con quattro faretti 250–500 €.

La bottigliera e il retrobanco

È la parete che si vede dalla porta. Una striscia LED nel bordo anteriore di ogni ripiano, dentro un profilo con copertura opalina e puntata in basso, fa staccare le bottiglie dal fondo. Bastano 4–8 watt al metro a 2700–3000 K. In alternativa, due o tre faretti su binario a fascio stretto (15–24°) puntati sulle bottiglie. Un profilo da due metri con striscia e alimentatore costa, indicativamente, 80–150 €.

I tavoli e la sala del ristorante

Sul tavolo la luce deve stare sul piano, non sulle teste. Di sera bastano 100–200 lux, a pranzo 200–300. La sala intorno resta più scura, circa la metà: è questo contrasto che fa sembrare la cena un momento e non un turno.

  • Sospensione sul tavolo: parte bassa a 65–75 cm dal piano, diametro circa un terzo del tavolo; una per tavolo da due o da quattro, due per il tavolo lungo. Se i tavoli si spostano spesso, meglio i faretti su binario.
  • Faretti: fascio stretto 15–24°, 400–600 lumen, uno per tavolo, puntato al centro. Da seduti la lampadina non si deve vedere.
  • Colore: 2700 K e CRI 90 o più. A 4000 K i volti diventano grigi e il vino perde colore. Lo spieghiamo meglio in luce calda o fredda, stanza per stanza.
  • Lungo le pareti: applique a 160–180 cm da terra, o una lampada ricaricabile su ogni tavolo.

La luce generale serve a muoversi e a pulire: 150–200 lux di giorno, 30–50 di sera, sempre su dimmer. Meglio un taglio di luce o plafoniere a luce diffusa che faretti sparsi. Ordine di grandezza: 150–200 lumen per metro quadro, cioè 9.000–12.000 lumen per una sala di 60 m², più tavoli e banco. Con soffitti alti si allunga il cavo: conta l'altezza sul tavolo, non quella del soffitto.

Ingresso, vetrina e dehors

Di sera il banco e la bottigliera accesi sono la vetrina migliore. Insegna e luce sulla porta calde come l'interno. Le regole della vetrina sono quelle della luce per il negozio.

Nel dehors bastano 30–50 lux sui tavoli. Sotto una tettoia vanno bene apparecchi IP44; sotto il cielo servono IP65, con alimentatori IP67 o al chiuso. Catenarie di lampadine a filamento LED a 2200–2700 K per l'atmosfera, applique in facciata ogni 2–3 metri, una lampada da tavolo ricaricabile per tavolo.

Circuiti e scene: pranzo, aperitivo, cena

Servono almeno quattro circuiti separati, ognuno con il suo dimmer: bancone, tavoli, luce generale, dehors. Così si fanno le scene: pranzo (tutto acceso, tavoli al 70%), aperitivo (banco al massimo, sala al 40%), cena (tavoli al 50%, generale al 20%), pulizia (tutto al 100%). In cucina servono invece 500 lux uniformi a 4000 K con apparecchi IP65 lavabili; per l'ufficio sul retro vale la luce per l'ufficio.

Locale rustico o moderno

Le misure non cambiano, cambiano gli apparecchi. Nel locale rustico: sospensioni in metallo brunito o vetro ambrato, lampadine a filamento a 2200–2700 K, binari scuri sulle travi. Nel locale moderno: profili lineari sul banco, incassi a fascio stretto, tagli di luce a parete.

Gli errori più comuni

  • Faretti in griglia: la luce cade sulle teste e il tavolo resta in ombra.
  • Sala a 4000 K: volti grigi e locale che sembra un ufficio.
  • Un solo interruttore: la luce del pranzo anche a cena.
  • Sospensioni troppo alte sul banco: illuminano il soffitto, non il piano.
  • Dehors illuminato come la sala: fuori bastano 30–50 lux sui tavoli, circa un terzo della sala.

Come lavoriamo sul tuo locale

Dal 2016, prima ancora delle case, lo studio ha progettato la luce di bar, ristoranti, alberghi e negozi. Si lavora da foto e misure fatte con il telefono; il sopralluogo, gratuito, è possibile in Friuli Venezia Giulia e Veneto. Il progetto arriva per email in PDF. Puoi vedere un progetto di esempio per un bar ristorante preparato dallo studio.

Domande frequenti

A che altezza vanno le lampade sopra il bancone del bar?

La parte bassa della lampada va a 75–90 cm sopra il piano del banco, cioè a circa 190–200 cm da terra. Una sospensione ogni 60–80 cm, oppure un profilo lineare lungo quasi quanto il banco.

Luce calda o fredda in un ristorante?

Calda: 2700 K in sala e sui tavoli, 3000 K sul bancone, sempre con CRI 90 o più. A 4000 K i volti diventano grigi e il cibo perde colore. In cucina, dove si lavora, 4000 K vanno bene.

Quanti lux servono sui tavoli di un ristorante?

Di sera 100–200 lux sul piano, a pranzo 200–300, con la sala intorno più scura, circa la metà. Basta una sospensione a 65–75 cm dal piano o un faretto a fascio stretto da 400–600 lumen per tavolo.

Come si illumina il dehors di un bar o ristorante?

Con poca luce: 30–50 lux sui tavoli. Catenarie di lampadine a filamento LED a 2200–2700 K, applique in facciata ogni 2–3 metri, lampade da tavolo ricaricabili. Sotto il cielo aperto servono apparecchi IP65.

Posso rifare la luce del locale senza grandi lavori?

In buona parte sì: binari che partono dai punti luce esistenti, sospensioni al posto delle plafoniere, strisce LED nella bottigliera. I circuiti separati e i dimmer richiedono invece l'elettricista sul quadro.

Quanto costa il progetto luce di un bar o ristorante?

97 € per tutto il locale, esterni compresi, con due revisioni. I 97 € vengono scalati dal primo ordine di luci. Per una zona sola, come il bancone, il consiglio su WhatsApp con una foto è gratuito.

Il progetto luce

Progetto di tutto il locale, interni ed esterni, a 97 €: immagini degli ambienti illuminati, pianta quotata dei punti luce ed elenco dei prodotti con i prezzi, con fattura, più il calcolo illuminotecnico quando serve. Due revisioni comprese. I 97 € vengono scalati dal primo ordine di luci. Se ti serve la luce di una zona sola, come il bancone, mandaci una foto su WhatsApp: il consiglio è gratuito.

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