1232700 K · sottopensile in profilo basso · strip sotto il piano dell'isola
Ecco come imposteremmo la luce della cucina
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Ogni luce ha un motivo
- 1Strip sottopensile in profilo basso: illumina il piano di lavoro senza l'ombra del tuo corpo.
- 2Taglio di luce a soffitto: la luce generale, uniforme, 2700 K.
- 3Strip sotto il piano dell'isola e nello zoccolo: l'isola sembra sospesa, luce radente sul pavimento.
Luce per la cucina
L'illuminazione della cucina funziona quando ha tre luci separate: la striscia LED sottopensile sul piano di lavoro, la luce generale a soffitto (faretti, binario o taglio di luce) e la sospensione sopra l'isola o il tavolo, a 60–80 cm dal piano. Tutte alla stessa temperatura di colore (3000 K, o 2700 K se la cucina è aperta sul soggiorno), CRI 90, ognuna con il suo interruttore. Qui sotto trovi misure, lumen e le luci che usiamo noi, già abbinate.
Come illuminare la cucina: la guida in cinque minuti
In cucina la luce fa due lavori diversi. Uno è farti vedere bene quello che tagli, pesi e cuoci. L'altro è rendere la stanza piacevole quando ci si siede a tavola. Con una sola plafoniera al centro del soffitto non fai né l'uno né l'altro: la luce ti arriva alle spalle e sul piano ci finisce la tua ombra.
Per questo una cucina si illumina a strati, ognuno con il suo interruttore.
Il piano di lavoro: la luce sottopensile
È la luce più importante della cucina e quella che manca più spesso. Una striscia LED sotto i pensili illumina il piano da vicino, senza ombre. Il pensile sta a 50–60 cm dal piano: a quella distanza una striscia da 1.000–1.400 lumen al metro dà i 500 lux che servono per lavorare con il coltello.
- Dove metterla: verso il bordo anteriore del pensile, non contro il muro. Così la luce cade sul piano e non solo sulle piastrelle.
- Come montarla: dentro un profilo in alluminio con copertura opalina. Il profilo raffredda la striscia e la copertura nasconde i puntini dei LED, che su un piano lucido si vedrebbero riflessi uno per uno.
- Quale striscia: resa cromatica alta (CRI 90 o più), perché il cibo abbia il suo colore vero. Come potenza bastano 10–14 watt al metro.
- Come accenderla: con un interruttore suo o con un sensore a sfioramento nel profilo. L'alimentatore va dentro o sopra il pensile.
I nostri kit taglio di luce hanno già profilo, striscia e alimentatore abbinati. Un kit per due metri di piano costa, indicativamente, 80–150 €.
Cucina senza pensili: come illuminare il piano
Se sopra il piano c'è solo una mensola o il muro nudo, la striscia va sotto la mensola, oppure il piano si illumina dall'alto con faretti orientabili puntati sul bordo del top: un binario parallelo al piano, a 50–60 cm dalla parete, è la soluzione più semplice.
La luce generale: faretti, binario o taglio di luce
La luce generale serve a muoversi, pulire e vedere dentro i mobili. Bastano 200–300 lux, circa la metà di quelli sul piano di lavoro. Tre modi di farla bene:
- Faretti da incasso, se hai o farai un controsoffitto. Vanno allineati sopra il bordo del piano di lavoro, a circa 60 cm dalla parete, non al centro. Uno ogni 80–100 cm, fascio 36–40°, 500–700 lumen l'uno. Guarda gli incassi.
- Binario con faretti orientabili, se non hai il controsoffitto. Parte dal punto luce che c'è già e porta la luce dove serve: sul piano, sull'isola, sul tavolo. Guarda i kit binario.
- Taglio di luce a soffitto, se vuoi una luce uniforme senza vedere nessun apparecchio.
L'isola e il tavolo: le sospensioni
Sopra l'isola o la penisola la sospensione fa luce e arreda.
- Altezza: la parte bassa della lampada a 70–80 cm dal piano dell'isola. Sopra il tavolo da pranzo, 60–75 cm dal tavolo. Seduto, non devi vedere la lampadina.
- Quante: con lampade piccole, una ogni 60–70 cm. Su un'isola da due metri ne stanno tre. In alternativa una sola sospensione lineare, lunga circa due terzi dell'isola. Sul tavolo rotondo basta una lampada sola, con diametro pari a circa un terzo del tavolo.
- Quanta luce: 400–600 lumen per lampada sopra l'isola se ci cucini, 250–400 sopra il tavolo. Con il diffusore opalino la luce è morbida; con il metallo chiuso è diretta e vuole il dimmer.
- Con la cappa a isola: le sospensioni vanno ai lati della cappa, non sotto; il piano cottura lo illuminano i faretti della cappa.
Guarda le sospensioni e le sospensioni lineari.
I dettagli: zoccolo, vetrine, gola
Una striscia nello zoccolo o sotto il piano dell'isola stacca i mobili dal pavimento, e la sera fa da luce di cortesia. Dentro le vetrine e nella gola dei pensili bastano 4–6 watt al metro, sempre nel profilo.
Quanta luce serve in cucina
Una regola pratica: circa 300 lumen per metro quadro di luce generale. In una cucina di 12 m² sono circa 3.600 lumen, cioè sei faretti da 600 lumen; con 16 m² 4.800, con 20 m² 6.000. Il sottopensile si conta a parte: 1.000–1.400 lumen per metro di piano. Il calcolo è spiegato nel blog: quanti lumen servono per illuminare una stanza.
Luce calda o fredda?
In casa consigliamo luce calda: 3000 K in cucina, oppure 2700 K se la cucina è aperta sul soggiorno, così le due zone hanno lo stesso tono. A 4000 K la cucina sembra un laboratorio e il legno diventa grigio. La cosa che conta di più è non mescolare: tutte le luci della stessa stanza alla stessa temperatura di colore e con lo stesso CRI.
Vapore, grasso e acqua: che grado IP serve
Lontano dall'acqua va bene un normale IP20; sopra il lavello e vicino ai fuochi meglio almeno IP44. In cucina non c'è un obbligo come in bagno, ma in quei punti conviene un apparecchio chiuso con diffusore liscio, e per il sottopensile un profilo con copertura. I profili IP44 o IP65 costano poco di più e si puliscono con una spugna.
Cucina aperta sul soggiorno
Nell'open space cucina e soggiorno vanno pensati insieme: stessa temperatura di colore, stessa famiglia di apparecchi, ma circuiti separati, così la sera la zona cottura si spegne. Le regole per la parte giorno sono nella pagina sulla luce per il soggiorno; per il passaggio tra le stanze, la luce per ingresso e corridoio.
Gli errori più comuni
- Un solo punto luce al centro del soffitto: ombra sul piano ogni volta che ti avvicini.
- Faretti in griglia regolare: belli in pianta, inutili sul piano di lavoro.
- Striscia LED nuda senza profilo: dura meno e si riflette a puntini sul top.
- Sospensione troppo alta sopra l'isola: fa luce al soffitto, non al piano.
- Temperature di colore diverse nella stessa stanza, o CRI basso che fa sembrare la carne grigia.
Domande frequenti
Quanti faretti servono in cucina?
Di solito uno ogni 80–100 cm lungo il piano di lavoro, a circa 60 cm dalla parete, più quelli sulla zona tavolo. In 12 m² servono circa 3.600 lumen, cioè sei faretti da 600 lumen. Meglio pochi faretti nel punto giusto che tanti in griglia.
A che altezza va la lampada sopra l'isola o il tavolo?
Sopra l'isola, la parte bassa della lampada a 70–80 cm dal piano. Sopra il tavolo da pranzo, a 60–75 cm dal tavolo. Seduto, non devi vedere la lampadina.
Posso mettere il sottopensile senza rifare l'impianto?
Sì. L'alimentatore si nasconde dentro o sopra il pensile e si collega a una presa. Serve una striscia da 10–14 watt al metro con CRI 90, in un profilo con copertura opalina. È il lavoro che cambia di più la cucina con meno opere.
Non ho il controsoffitto: come faccio?
Con un binario a soffitto che parte dal punto luce esistente e porta i faretti sopra il piano e il tavolo, con plafoniere e con le strisce LED sui mobili. Non servono opere murarie.
Luce calda o fredda in cucina?
Calda: 3000 K, oppure 2700 K se la cucina è aperta sul soggiorno. Tutte le luci della stessa stanza devono avere la stessa temperatura di colore.
Serve il dimmer in cucina?
Sulla luce generale e sulle sospensioni sì: piena quando cucini, bassa quando ceni. Il sottopensile può restare su un interruttore suo, senza dimmer.
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